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GRUPPO DI LETTURA di CLASSICI LUGLIO 2026

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

GRUPPO DI LETTURA di CLASSICI LUGLIO 2026

Abbiamo deciso di partire con un GdL anche per la saggistica. Ci piace l'idea di iniziare a confrontarci su argomenti diversi, oltre a quelli che si possono incontrare leggendo narrativa. Quindi eccoci pronti con i titoli proposti dai membri del gruppo.





Madame Bovary - Gustave Flubert

Madame Bovary - Gustave Flubert

Emma Bovary, appassionata lettrice di romanzi sentimentali, è una donna bella e annoiata, intrappolata in un matrimonio con un medico mediocre e soffocata dalla monotonia della vita di provincia. Alla ricerca di emozioni e romanticismo, prova a fuggire dalla sua quotidianità attraverso fantasie romantiche, spese folli e, infine, relazioni extraconiugali. Tuttavia, anche queste storie d'amore portano solo delusione e conseguenze devastanti. Con il suo ritratto erotico e psicologicamente complesso, Flaubert ha creato uno dei capolavori più controversi e straordinari della letteratura mondiale.









Confessioni di una maschera - Yukio Mishima

Confessioni di una maschera - Yukio Mishima

Da sempre privo d'interesse per l'altro sesso, Kochan è cresciuto imparando a celare le sue inclinazioni, inammissibili nel Giappone imperiale. È così che, in pagine intrise di sensualità e tormento, il protagonista si trova a mettere in piedi una “recita”, attraverso la quale ci racconta le esperienze cruciali che lo hanno portato a prendere consapevolezza delle sue passioni: dall'“adorazione indicibile” per un paio di calzoni azzurri all'ammirazione estatica per i corpi dei compagni, così robusti rispetto al suo. E poi la folgorante visione del San Sebastiano di Guido Reni, che lo porterà a considerare la virilità e la morte in modi inaspettati. Ma l'accettazione di se stesso come diverso dagli altri non si attua senza una lotta per conquistare la “normalità”.






William Shakespeare (uno di questi che sceglieremo)

William Shakespeare (uno di questi che sceglieremo)

AMLETO Poche opere al mondo hanno interessato e continuano a interessare pubblico e studiosi come l'Amleto. Molti sono i versi citati da questa tragedia, molte le scene memorabili. Si può ben dire che la figura del protagonista, con l'abissale densità dei suoi spessori umani e della sua problematica psicologica e morale, sia una delle più alte creazioni del teatro. Nei suoi astratti furori, nella purezza arrogante, nella furia misogina, nell'idealismo puritano Amleto anticipa una sindrome tipica della cultura europea moderna: la crisi esistenziale. Introduzione, prefazione, traduzione e note di Nemi D'Agostino.

MACBETH Macbeth torna vittorioso dal campo di battaglia e tre streghe gli profetizzano un glorioso destino, ivi compresa la Corona di Scozia. La sete di potere, condivisa e stimolata anche dalla moglie Lady Macbeth, lo spinge al delitto e infine all'amaro disinganno, per cui l'esistenza non è che 'una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla'.

IL MERCANTE DI VENEZIA Nel "Mercante di Venezia", opera composta tra il 1596 e il 1598 e qui presentato in nuova traduzione, il mondo sembra nettamente distinto tra buoni e malvagi, cristiani ed ebrei, innocenti e colpevoli: ma così non è. Di fatto noi lasciamo il teatro con il senso che tutti i personaggi partecipino a un medesimo destino, che il peccato non sia solo dell'ebreo, ma anche del cristiano, che la finale solitudine e il dolore di Shylock siano anche quelli del suo antagonista Antonio; che il regno della bellezza e della favola rappresentato da Belmonte sia, come il Giardino dell'Eden, fatalmente incrinato dalla dura realtà di una Venezia che è metafora dello stato moderno. L'immagine finale che il "Mercante di Venezia" ci comunica è quella dell'umana fragilità e precarietà - non per Antonio soltanto, o per Shylock, si dovrà invocare la "misericordia", esaltata da Porzia in un grande discorso, ma per chi, come loro, e noi, è chiuso nell'argilla della condizione umana.




Memorie scritte da lui medesimo - Giacomo Casanova

Memorie scritte da lui medesimo - Giacomo Casanova

Da sempre il nome di Casanova evoca la figura dell'irresistibile seduttore, del libertino impenitente. Ma l'erotismo del personaggio non è che la manifestazione di una sfrenata energia vitale, di uno spettacolare appetito, di una curiosità onnivora che ha per oggetto la vita in tutte le sue forme. Nel grande libro delle sue memorie ci sono il nomadismo e il gusto dell'avventura, l'amore per il gioco, la sfacciataggine e l'amoralità, l'insofferenza per ogni disciplina. Case di piacere, sale da gioco, teatri, alberghi, palazzi nobiliari sono il palcoscenico delle sue imprese, narrate con vivacità d'immaginazione in una prosa avvincente. Sfruttatore delle altrui debolezze, cinico, beffardo, orgoglioso della propria fortuna e del proprio talento, Casanova ci lascia un compiaciuto autoritratto, ma ci consegna anche il testamento spirituale di una società e di un'epoca ormai al crepuscolo. Introduzione di Piergiorgio Bellocchio.



Le piccole virtù - Natalia Ginzburg

Le piccole virtù - Natalia Ginzburg

«In ogni pagina di questo libro c'è il modo di essere donna (di Natalia Ginzburg): un modo spesso dolente ma sempre pratico e quasi brusco, in mezzo ai dolori e alle gioie della vita... Tra i capitoli del volume si ricorda Ritratto d'un amico, certo la più bella cosa che sia stata scritta sull'uomo Cesare Pavese. E le pagine scritte subito dopo la guerra, che riportano con una forza più che mai struggente il senso dell'esperienza d'anni terribili (e sanno pur farlo, serbando, come Le scarpe rotte, un quasi miracoloso senso del comico). Poi, le prove (come Silenzio e Le piccole virtù) d'una Natalia Ginzburg moralista, dove una partecipazione acuta ai mali del secolo sembra nascere dalla matrice d'un calore familiare. E soprattutto, perfetto capitolo d'una autobiografia in chiave obiettiva e ironica, Lui e io, in cui la contrapposizione dei caratteri si trasforma, da spunto di commedia, nel più affettuoso poema della vita coniugale.» (Italo Calvino)



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